La scelta vincente dei Musei Civici di Venezia. Mostre, incontri e nuovi spazi per la città

La scelta vincente dei Musei Civici di Venezia. Mostre, incontri e nuovi spazi per la città

di Giuseppe MASSIMINI

Venezia non è solo Biennale e città del carnevale. Negli ultimi anni  i Musei Civici di Venezia hanno ripensato il proprio ruolo, trasformandosi sempre più in spazi culturali dinamici, capaci di dialogare con un pubblico internazionale attraverso esperienze innovative, supportate dalle nuove tecnologie. Il 2025 si è chiuso con oltre 2,4 milioni di visitatori, per la qualità dell’offerta, ampiezza delle proposte e  una rinnovata capacità  di innovazione. Il 2026 si presenta con un ricco programma tra grandi mostre, nuovi allestimenti permanenti, valorizzazione delle collezioni, fino alla nascita di nuovi poli come MUVEC-Casa delle Contemporaneità a Mestre, il percorso verso il Grande Correr e l’ampliamento del Museo del Vetro. L’agenda 2026 prende avvio da Palazzo Ducale. L’Appartamento del Doge ospita la grande mostra Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari (6 marzo- 29 settembre ). Esplora il ruolo fondamentale dell’acqua nelle pratiche religiose e nella vita sociale di etruschi e veneti nel I millennio A. C. In esposizione oltre 700 reperti provenienti da prestigiose istituzioni e musei nazionali. Il dialogo tra antico e contemporaneo trova casa nel “Museo della città”, il Museo Correr. La Sala Quattro Porte propone  Principe. Il Nottambulo del Pensiero Magmatico, installazione ambientale dell’artista iraniano Bizhan Bassiri (27 febbraio-22 novembre) e le Sale Canoviane ospitano Dialoghi canoviani. Spiral Economy. Charrière and Canova (30 aprile – 22 novembre 2026) un dialogo tra l’artista franco-svizzero Julian Charrière e Antonio Canova sulla  poesia della materialità. Ma è soprattutto la Galleria d’arte Moderna Ca’ Pesaro ad inaugurare la stagione espositiva dedicata ai protagonisti della pittura contemporanea: dal 28 marzo al 22 novembre  la prima ampia esposizione su Jenny Saville, una delle voci più autorevoli dell’arte contemporanea e dal 7 maggio al 30 agosto,  nelle Sale Dom Pérignon,  Hernan Bas. I visitatori.

Da sinistra, Testa di Leukothea; Principe. Il nottambulo del pensiero magmatico di B. Bassiri e Tentazioni di S. Antonio Abate di S. Ricci

Sempre nelle Sale Dom Pérignon i progetti di valorizzazione di maestri legati alla ricerca sul territorio da Gianmaria Potenza. Io, Venezia. Forma, luce, materia ( 3 ottobre -22 novembre) a l’ Omaggio a Silvio Gagno, nell’anno del suo novantesimo compleanno (12 dicembre- 7 febbraio 2027). Il Museo Fortuny dopo la mostra, appena inaugurata, di Antonio Scaccabarozzi Diafanés ( fino al 6 aprile) prosegue con un’ampia monografica dedicata allo scultore austriaco Erwin Wurm (6 maggio- 22 novembre). Il  2026 è anche l’anno del restauro e della presentazione dell’album Ciel di Mariano Fortuny, un progetto visionario sugli studi degli effetti atmosferici e della luce. Un anno  speciale  anche per Ca’ Rezzonico-Museo del Settecento Veneziano che, dal 7 marzo all’8 giugno, accoglie I Guardi della Collezione Gulbe. Nel corso dell’estate arriva la Donazione Rubelli (24 giugno  7 settembre) disegni di artisti veneti tra Cinquecento e Settecento e, in autunno, dal 23 settembre 2026 all’11 gennaio 2027 Album Romantici, un’esposizione dedicata agli album di disegni ottocenteschi  appartenuti ad altrettanti protagonisti della vita culturale veneziana del XIX secolo. Punto di riferimento per la storia della moda e del costume, il Museo di Palazzo Mocenigo con la mostra dell’artista libanese Mouna Rebeiz  Le tarbouche. Quando un accessorio diventa simbolo (20 maggio- 8 novembre).

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