Allarme Atac, solleciti per tutelare la salute di dipendenti e passeggeri

Allarme Atac, solleciti per tutelare la salute di dipendenti e passeggeri

di Francesca EMPLER

I passeggeri e gli autisti di autobus, tram e treni della metropolitana si trovano tutti i giorni costretti a sopportare il caldo infernale all’interno dei mezzi Atac.




Questi ultimi molte volte non sono dotati di un sistema di climatizzazione o, in altri casi, anche se presenti, sono guasti. Per non parlare poi dei finestrini che spesso neanche si aprono o, anche se funzionanti, sono difficili da manovrare. È il Codacons questa volta a intervenire, dichiarando di aver presentato un esposto alla Procura di Roma e reclamando, di conseguenza, l’apertura di un’indagine sul caso. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ha reso noto che molti dei mezzi in questione hanno i climatizzatori guasti; questa mancanza porta a un innalzamento della temperatura nel mezzo, fino a sfiorare molte volte i 40 gradi.




Sempre in merito alla questione, per giovedì 20 giugno è confermato lo sciopero contro il caldo indetto dal sindacato Usb. Si rivendicano principalmente la salute e la sicurezza non solo dei passeggeri, ma anche del personale. Nello specifico i bus di superficie, tram, metro A, B e delle ferrovie Termini-Centocelle, Roma-Civita Castellana-Viterbo e Roma Lido, non saranno in funzione dalle ore 8:30 alle ore 17 e dalle 20 fino a fine servizio. Oltre al problema dell’aria condizionata, anche altre saranno le tematiche: le prepotenze subite dal personale Atac, derivanti per lo più da una non adeguata gestione del servizio, la quasi completa assenza di servizi igienici ai capolinea e lo stato fatiscente dei veicoli. Infine, un altro tasto dolente, è la questione delle polveri sottili nelle gallerie: per un anno e mezzo il blocco della depolverizzazione delle gallerie ha portato al deposito e alla conseguente inalazione, da parte del personale e dei passeggeri, di polveri sottili che potrebbero causare danni alla salute. Per di più, in alcuni casi, i valori superano di cinque volte i limiti consentiti dalla legge.
Una situazione a dir poco allarmante, che necessita di una urgente risoluzione.




Redazione

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