Tutta l’arte di Pino Spagnuolo

Tutta l’arte di Pino Spagnuolo

di Giuseppe MASSIMINI

Il Museo Civico a Marino ripercorre, con più di 40 opere, l’intera vicenda creativa del Maestro

Il Museo Civico Umberto Mastroianni a Marino ospita, fino al 29 settembre, la mostra “Pino Spagnuolo. Antologica”. L’ampia rassegna, articolata tra i reperti archeologici del Museo, ripercorre, con una scelta di opere, l’intera produzione del maestro. Pino Spagnuolo è nato nel 1940 a Cesinali in provincia di Avellino. Da oltre 50 anni vive ed opera a Roma. Una carriera artistica piena di soddisfazioni con premi e riconoscimenti, oltre a un gran numero di mostre personali e collettive nazionali e internazionali. Agli inizi la sua pittura presenta chiari segni di esperienza figurativa che la mostra ben esemplifica con “L’apostolo” e “Case rurali”. Successivamente si avvicina alle tematiche dei pittori della scuola romana e si lascia tentare anche dalla scomposizione cubista. Allo stesso tempo recupera la lezione dei grandi maestri come Boccioni e Severini non tanto per osservare un oggetto dai molteplici punti di vista quanto per rappresentare l’idea stessa del movimento.

Da sinistra, Periferia e Darsena di Pino Spagnuolo

” Mi sentivo stimolato ed attirato da tutte le problematiche che mi circondavano portate ad uno sviluppo tecnologico ed ambientale; si parlava di metropolitana, tangenziali, alta velocità, complessi industriali, […] ogni mia opera sembrava prendere corpo e concretizzarsi con questa realtà. Tutto ciò mi dava una carica frenetica proprio per entrare nella massima gestualità, estrosità e coerenza”. Con “Luci e ombre sulla fabbrica” esposto per la prima volta alla Triennale di Roma, avvia una nuova stagione pittorica colma di una libertà espressiva che nel tempo è diventata sempre più materica e gestuale. Arrivano opere capitali come la “Città che cresce”, “Vele”, “Studios – Cinecittà”. Oggi, nella sua piena maturità, senza mai perdere il gusto dei mutamenti, si spinge in una accorata astrazione di intensa vibrazione cromatica. Il colore è forte e potente. Si riversa sulla tela con pennellate brevi, dense e grumose come vortici d’acqua. Passa dai toni netti con bianchi interposti, a zone di trasparenze con forti contrasti di ombre e di luci. I suoi colori preferiti? Il rosso, il giallo, il verde con cui mette a fuoco tutta la distribuzione della scala cromatica orchestrata in una articolata composizione di forme che raggiunge vertici di alta poesia. Sono circa 40 le opere in mostra tra dipinti, disegni e bozzetti. Per molti (collezionisti e non) sarà una vera sorpresa rivedere alcuni dipinti che non venivano esposti da tempo. A cominciare da “Darsena” che non ha certo bisogno di presentazioni così come “Elevazione” fatta di citazioni boccioniane. Rivediamo volentieri anche “Prime luci all’alba” una via di mezzo tra l’astrattismo lirico e quello geometrico. Sono tanti i dipinti in mostra per poterli elencare tutti. Ma, rivederli riuniti in una cornice così suggestiva e particolare come il Museo Civico di Marino, non è un avvenimento da poco. Non solo è una tappa rilevante per la carriera dell’artista ma è anche un avvenimento espositivo di alto prestigio per la città di Marino

Redazione

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