Arte | Velocipedi, figurine e altre storie

Arte | Velocipedi, figurine e altre storie




di Giuseppe MASSIMINI

Il Museo della Figurina di Modena ripercorre due secoli di storia della bicicletta. In mostra oltre 350 pezzi.




Un lungo viaggio di due secoli nella storia della bicicletta.  A raccontarla è la mostra Bici Davvero! Velocipedi, figurine e altre storie, aperta fino al 13 aprile al Museo della Figurina di Modena.  La rassegna, curata da Francesca Fontana e Marco Pastonesi, con il patrocinio della Federazione Ciclistica Italiana, si articola in più sezioni e presenta 350 pezzi, tra album e figurine che ripercorrono due secoli di storia della bicicletta. Prima tappa della mostra la sezione storica. Documenta l’evoluzione della bicicletta e celebra i suoi pionieri: dal barone tedesco Karl Drais von Sauerbronn che nel 1817 inventò la Draisina, una “macchina da corsa” spinta dalla sola forza delle gambe, a Pierre ed Ernest Michaux che, negli anni sessanta dell’Ottocento, applicarono i pedali alla ruota anteriore, fino alle rivoluzionarie e leggerissime biciclette in carbonio dei nostri giorni. Si racconta anche l’evoluzione dell’abbigliamento mutuato, per gli uomini, da quello dei fantini, costituito da casacche in seta, stivali e cappellini ippici, in seguito sostituiti da abiti più pratici. Ma a subire le trasformazioni maggiori è il vestiario femminile: il nuovo mezzo di trasporto rende necessario l’abbandono delle gonne ottocentesche a favore di gonne-pantalone, galosce e stivaletti, per muoversi agevolmente senza rinunciare all’eleganza.

Figurine in mostra




Un’altra sezione sottolinea quanto l’uso della bicicletta, per una donna, fosse comunque complicato e costantemente osteggiato. È solo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, supportata anche dalle riviste femminili, che la moda della bicicletta si diffonde in modo capillare e persino al gentil sesso si riconoscono gli effetti benefici del pedalare. Divertente la sezione “Attenzione, ciclisti in giro”con figurine di fine Ottocento-inizio Novecento che ironizzano sulle difficoltà dei primi ciclisti e sul contrasto tra vecchi e nuovi mezzi. Una parte dell’esposizione si concentra sui concorsi a premio associati alle figurine, che conobbero un vero e proprio boom nell’Italia degli anni trenta: tra i vari regali da scegliere o premi da vincere, la bicicletta non manca quasi mai. Le ultime sezioni sono dedicate alle corse e ai ciclisti. A contendersi gli occhi dei visitatori figurine di campioni, all’epoca considerati veri e propri eroi, e imprese ciclistiche che nel dopoguerra restituirono agli italiani l’entusiasmo e la voglia di sognare. Durante il percorso possiamo ammirare, tra le biciclette in mostra, quella del ciclista Romeo Venturelli, una penny-farthing di fine ‘800 dalla collezione di Giannetto Cimurri. Incornicia la mostra una vetrina d’onore per celebrare, Fausto Coppi, a cent’anni dalla nascita.




Redazione

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