Anselmo Bucci e il tempo del Novecento. Il Mart di Rovereto riscopre l’artista

Anselmo Bucci e il tempo del Novecento. Il Mart di Rovereto riscopre l’artista

di Giuseppe MASSIMINI

Sempre più ampia e mirata l’offerta espositiva del Mart di Rovereto. Da non perdere fino al prossimo autunno, chiude il 27 settembre, la mostra Anselmo Bucci (1887- 1955). Il tempo del Novecento tra Italia e Europa. Curata da Beatrice Avanzi e Luca Baroni, ricostruisce, con oltre 150 opere, celebri e meno noti, la carriera, la vita e i legami di una delle figure più complesse e indipendenti dell’arte del XX secolo rimasto a lungo nell’ombra e finalmente ricollocata nel suo contesto storico e culturale spiccatamente europeo. Pittore, incisore, disegnatore e scrittore, Alfredo Bucci nasce a Fossombrone nelle Marche. Si forma tra il Veneto e la Lombardia negli anni delle prime Biennali veneziane, maturando una solida cultura figurativa e un’attenzione costante alle esperienze internazionali. A Parigi entra in contatto con l’arte simbolista e postimpressionista; durante il primo conflitto mondiale è pittore di guerra al fronte; dopo il rientro in Italia è tra i protagonisti del dialogo tra tradizione e modernità.

Da sinistra, La Bigia giovane e Il lampo di Anselmo Bucci

A partire dal sottotitolo, Il tempo del Novecento tra Italia e Europa, la mostra si concentra sulla dimensione internazionale di Bucci, più conosciuto all’estero che in Italia (i primi apprezzamenti del suo lavoro si devono a Guillaume Apollinaire e al New York Times), grazie a una fitta rete di contatti internazionali e rapporti personali. Articolata in dieci sezioni cronologiche e linguistiche prende avvio dalle origini marchigiane e il legame con Fossombrone e Monza, terre degli affetti familiari e della formazione, caratterizzata da una pittura vibrante e luminosa. Seguono “Gli anni di Parigi”, segnati dall’influenza del Postimpressionismo, dal tema della vita moderna, dalla presenza di Juliette Maré, compagna e musa, e dalle esperienze di viaggio. La sezione dedicata alla guerra, “Un pittore al fronte”, ben documenta con pitture, disegni e incisioni, segna il rientro dell’artista in Italia e la progressiva svolta verso un’attenzione ai maestri antichi che lo avvicina a Margherita Sarfatti e agli artisti con cui dà vita al gruppo di Novecento. Il percorso, poi, approfondisce la produzione grafica. Quando giunge a Parigi, Bucci è già un disegnatore e illustratore di straordinario talento che intuisce le potenzialità commerciali dell’incisione a puntasecca, tecnica con cui realizza scene di vita parigina o tratte dai suoi viaggi. Altra sezione, per comprendere al meglio la sua pittura, “Dalla finestra”. Osservare il paesaggio dall’alto diventa uno dei suoi temi preferiti. Firma opere notevoli come Tetti di Parigi e L’addio. Tra le altre vedute spicca Il lampo, presentato alla Biennale di Venezia nel 1922. Si continua con “I ritratti”, “Il tempo di Novecento”, “Natura e animali” e “Gli anni Trenta”. Chiude la mostra I Maschi un’opera straordinaria, restaurata per l’occasione e mai esposta prima in un museo. Un ricco patrimonio, fotografico e documentario, ci aiuta a riscoprire l’attualità e la figura di questo grande artista protagonista della vita culturale tra Parigi e Milano.

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Redazione

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