Roma riscopre il Colosseo. Apre al pubblico la nuova pavimentazione

Roma riscopre il Colosseo. Apre al pubblico la nuova pavimentazione

di Giuseppe MASSIMINI

Al termine di quattro anni di cantiere, il Parco Archeologico del Colosseo apre al pubblico il nuovo allestimento e l’area archeologica degli ambulacri meridionali dell’Anfiteatro Flavio; uno spazio, lasciato a lungo nella sistemazione tardo ottocentesca, che non permetteva la lettura integrale del monumento nascondendo sia il piano originale di calpestio sia le poche strutture rimaste della pavimentazione. Grazie alla sistemazione della nuova area che nei secoli ha conosciuto numerosi trasformazioni e riusi, i visitatori possono ora passeggiare su una inedita pavimentazione la cui immagine si era modificata nel tempo. Il progetto, curato dall’architetto Stefano Boeri, è stato ideato e realizzato dal Parco Archeologico del Colosseo durante la direzione di Alfonsina Russo con Federica Rinaldi come responsabile unico del procedimento e Barbara Nazzaro come direzione dei lavori. Tutto il lavoro di restauro sovrinteso da Angela Pujia è stato realizzato con materiali innovativi specificamente formulati da Mapei per il Colosseo. Il primo intervento avviato nel 2022 con i fondi compensativi della Metro C e coordinata dal Parco Archeologico del Colosseo è stato quello di rimuovere i sampietrini.

La nuova pavimentazione

Allo stesso tempo gli scavi hanno riportato alla luce, come era in origine, il fronte meridionale dell’anfiteatro, da dove accedeva l’imperatore con il suo seguito, che nel corso degli anni per demolizioni, crolli e saccheggi ha perso i due corridoi porticati esterni, radiali e anulari, che coprivano gli ambulacri tra l’arena e la facciata. Dalla poderosa struttura pavimentale originaria si sono salvati sono alcuni blocchi di travertino rinvenuti grazie a questo scavo e opportunamente mantenuti e riciclati. Per garantire poi la conservazione del piano originario, sulla quota di camminamento antico, tra tracce ancora esistenti lasciate a vista, è stata posata la nuova pavimentazione in travertino, accuratamente selezionata dalle cave di Tivoli, in prossimità di quelle utilizzate per la costruzione del Colosseo. La nuova pavimentazione, oltre a permettere la fruizione dello spazio a un pubblico sempre più numeroso, ci consente, spiega l’archeologa Federica Rinaldi, “di percepire l’intero perimetro perduto del monumento, così come viene inaugurato da Tito nell’80 d. C.” A ridisegnare in origine quello che era andato distrutto, in corrispondenza delle file di pilastri in travertino che sostenevano fino ad una altezza di 50 metri le volte dei due ambulacri esterni sono stati posizionati degli elementi sopraelevati in travertino che, in forma stilizzata, consentono di rievocare la sequenza di ambulacri radiali e anulari. A terra in corrispondenza degli archi numerati che scandivano la facciata e consentivano agli spettatori di recarsi al proprio settore, sono stati incisi i numeri dei fornici. Uno sguardo nuovo, un punto di vista inedito, molto suggestivo su uno dei monumenti più conosciuti e visitati al mondo.

Redazione

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