Rodin secondo Rilke. Le opere dello scultore alla Fondation Pierre Gianadda a Martigny

Rodin secondo Rilke. Le opere dello scultore alla Fondation Pierre Gianadda a Martigny

di Giuseppe MASSIMINI

Rodin secondo Rilke è il titolo della mostra ospita alla Fondation Pierre Gianadda a Martigny, realizzata dal Museo Rodin di Parigi e curata da Véronique Mattiussi (fino al 22 novembre). È una mostra fuori dal coro che trova il proprio compimento nella descrizione delle opere dell’artista francese interpretate negli scritti del poeta tedesco Rainer Maria Rilke a cento anni dalla sua morte. Il Rapporto tra i due nacque nel 1902. Rilke, allora ventiseienne e ancora poco conosciuto, incontrò Rodin a Parigi mentre scriveva la monografia dell’artista incaricato da un editore tedesco. L’incontro si trasformò presto in un rapporto di amicizia profonda. Per scrivere l’opera Rilke trascorse del tempo a Meudon, città natale dell’artista e, nel marzo del 1903, viene pubblicata la monografia che si rivela una vera e propria ode a Rodin e rimane uno degli scritti sullo scultore più tradotti al mondo. Il poeta nutre una sincera ammirazione per l’uomo considerato il padre della scultura moderna che ha saputo allontanarsi dalle levigatezze accademiche come dalla minuzia dei particolari. Nato a Parigi nel 1840 e coetaneo di Monet, Rodin non rinunciò mai all’ispirazione romantica e letteraria e alla dimensione spirituale e mistica. Costante fu il suo dialogo con i maestri del passato. Fondamentale il suo viaggio in Italia nel 1875 in cui scoprì Michelangelo e seppe rielaborare gli echi michelangioleschi mescolandoli, con efficacia lontana da qualsiasi ecclettismo, alle suggestioni dell’arte gotica, borgognona, ellenistica. Ad accogliere il visitatore nell’atrio della Fondazione, Il pensatore, una monumentale scultura in gesso (1903) concepita per essere collocata al centro della parte superiore della Porta dell’Inferno. Rodin interpreta Il pensatore come un uomo in meditazione davanti ai tormenti dell’anima umana. Per Rilke: “Il pensatore siede perso nei suoi pensieri e muto, oppresso da immagini e idee, e tutta la sua forza (che è la forza di chi agisce) è il pensiero. Tutto il suo corpo si è trasformato in un teschio, e tutto il sangue che scorre nelle sue vene in un cervello”.

Da sinistra, Penseur monumental e Mains d’Amants di Auguste Rodin

Una sezione introduttiva alla mostra raccoglie documenti d’archivio, lettere scritte da Rilke a Rodin e la celebre edizione della monografia che il poeta pubblicò sullo scultore. La mostra, articolata in più sezioni tematiche, presenta una scelta di opere che maggiormente hanno segnato il percorso di Rodin. È bello ritrovare l’ondulazione languida de La Danaïde (1885) e Il bacio (1885), celebre episodio della tragica passione di Paolo e Francesca, due personaggi dell’Inferno dantesco. Per Rilke “Il fascino della giovane e dell’uomo risiede in questa saggia ed equa distribuzione della vita… Perciò sembra di scorgere la beatitudine di questo bacio ovunque sui loro corpi…”A seguire la sezione dedicata ai ritratti indagati, sempre secondo Rilke, “in tutte le latitudini del loro essere, tutti gli aspetti del loro temperamento si dispiegano sugli emisferi delle loro teste”. Così il Busto di Georges Clemenceau (1911). Altro capitolo dell’esposizione è dedicato alle mani con un’altra opera importante, Grande mano chiusa con figura implorante (1906). Un’altra sezione è dedicata ai disegni e ai nudi “racchiusi nella melodia di un unico contorno vibrante, da cui si eleva un gesto di indimenticabile purezza. L’epilogo della mostra è affidato a una delle poesie più famose di Rilk, Torse archaïque d’Apollon e la sua celebre esortazione: Devi cambiare la tua vita.

Redazione

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