Arte contemporanea a Venezia con Jenny Saville, Hernan Bas e Erwin Wurm
di Giuseppe MASSIMINI
Venezia non è solo Biennale. In questo periodo, la città lagunare offre un ricco panorama espositivo che mantiene vivo l’attenzione del pubblico verso l’arte contemporanea. La Galleria Internazionale d’Arte moderna di Ca’ Pesaro ospita, fino al 22 novembre, la prima ampia esposizione veneziana di JennySaville, una delle pittrici più interessanti del nostro tempo. Curata da Elisabetta Barisoni, ripercorre con oltre trenta opere tra dipinti e disegni, l’evoluzione dell’artista inglese (Cambridge, 1970) dagli esordi negli anni Novanta ai nostri giorni. Saville, appartiene alla generazione di pittori e scultori che si distinse nel Regno Unito tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio degli anni ’90. Principale esponente del movimento artistico britannico YBA (Young British Artists) l’artista ha dato nuova linfa alla pittura figurativa contemporanea riavvicinandosi alla sensualità della pittura a olio e alla sua potenzialità. La mostra affianca ai grandi nudi monumentali degli anni Novanta i ritratti di grande forza coloristica e luministica. Nei lavori più recenti si ispira a immagini di cronaca affrontando temi di tragica attualità come la guerra e il dolore collettivo. Nell’ultima sala inediti lavori dedicati alla città lagunare. Un intimo e grandioso omaggio alla città di Venezia. Sempre a Ca’ Pesaro e sempre a cura di Elisabetta Barisoni, nelle sale Dom Perignon è in corso fino al 30 agosto Hernan Bas. The Visitors. Con oltre trenta nuovi dipinti realizzati all’interno di un’installazione immersiva, concepita appositamente per il museo, Bas raffigura turisti in scenari reali e immaginari, tra mete iconiche e luoghi del dark tourism. Le figure, spesso in posa o in atteggiamenti di finzione, mostrano la distanza tra visitatori e realtà attraversate.

Parte di questo nuovo corpus di opere è stato realizzato durante una residenza dell’artista a Venezia, a stretto contatto con la laguna, la sua luce, la sua tradizione pittorica e i suoi turisti. “Opere che a prima vista, osserva Barisoni, sembrano fotografie-ricordo o souvenir esotici, vacillano storia e memoria mentre il senso stesso di realtà si incrina”. Altra mostra di respiro internazionale è quella che il Museo Fortuny dedica a Erwin Wurm(Bruck an der Mur, 1954) tra i più influenti artisti contemporanei, che nel corso della sua carriera ha saputo ripensare profondamente il concetto stesso di scultura. Da molti decenni l’artista pone il corpo umano e gli oggetti di uso quotidiano al centro di una riflessione che supera i confini tradizionali tra arte e vita. L’ampia monografia, a cura di Elisabetta Barisoni e Cristina Da Roit (fino al 22 novembre) ripercorre nei tre piani del palazzo i principali temi dell’artista viennese. A catturare l’attenzione le celebri One Minute Sculptures (1996–97) che hanno consacrato l’artista a livello internazionale. Presentate al secondo piano del Museo i visitatori possono interagire direttamente con esse. L’artista fornisce istruzioni che invitano il pubblico a eseguire azioni o pose con oggetti di uso quotidiano, mobili, sedie, bottiglie, libri, maglioni, trasformando il corpo umano in scultura temporanea. L’opera esiste solo nel gesto, nella durata di un minuto, e sopravvive nella documentazione fotografica, spesso realizzata con il mezzo istantaneo della Polaroid, vera e propria “tassidermia dell’istante”. Tra le altre opere in mostra i Dreamers e la serie Substitutes.