Il mare secondo Trani. Al Museo Civico Mastroianni di Marino, l’antologica dell’artista
di Giuseppe MASSIMINI
Il Museo Civico Umberto Mastroianni a Marino ospita fino al 29 giugno la mostra Alessandro Trani. Affido i miei pensieri al mare. L’esposizione ripercorre l’evoluzione dell’artista a partire dalle prime opere dedicate al mare, uno dei temi centrali della sua ricerca, fino ai lavori più recenti capaci di trasformare il paesaggio marino in un luogo di contemplazione o di silenzio. Ho visitato più volte le sue mostre. Ho guardato attentamente i suoi quadri cercando di collocare la sua ricerca tra i tanti movimenti che hanno segnato la storia dell’arte. Nella pittura romantica? Nella tradizione mediterranea contemporanea o nella ricerca spirituale che attraversa la grande pittura europea del ‘900? E anche se, nel suo lungo cammino di pittore si è stretto intorno a tanti maestri (Turner, Rothko, Guccione), ha saputo allargare il proprio orizzonte fino a raggiungere una sua autonomia di voce. Oggi la sua pittura è dominata da due elementi essenziali, l’acqua e il cielo separati dalla linea dell’orizzonte in cui il visibile sembra dissolversi nell’invisibile. La luce e il colore sono altri due elementi fondanti del suo lavoro.

La luce regista della scena, il colore guida delle emozioni. La mostra seleziona una scelta di opere di piccole e grandi dimensioni dal 2006 ad oggi. Ogni tela è come una finestra aperta sul mare. Ora tranquillo e calmo con un suo ritmo regolare; ora dominato dalle increspature delle onde; ora avvolto nell’imbrunire della sera. Finestre piene di luce, immortalata dall’alba al tramonto nella sua continua mutevolezza atmosferica a seconda delle ore del giorno. Nelle ultime opere come Da un porto sicuro e Senza, Trani si avvicina alla pittura analitica. E’ un ulteriore passo della sua ricerca? O eredità di un percorso intorno al “colore” chiamato ancora una volta a governare la sua pittura? Ma al di là di questi interrogativi il mare di Alessandro Trani ci appare, soprattutto in questi ultimi lavori, come un archivio invisibile, il luogo in cui emozioni e storie si incontrano e si raccontano in termini pittorici. “Il mare, con la sua immensità e il suo linguaggio universale, ha sottolineato all’inaugurazione l’assessore alla cultura Pamela Muccini, diventa, nelle tele dell’artista, uno specchio dell’anima e uno strumento di profonda riflessione interiore”.