I bronzi del Ponte di Valentiniano in mostra al Museo Nazionale Romano
di Giuseppe MASSIMINI
Il Museo Nazionale Romano ospita, fino al 12 aprile, la mostra Memorie sommerse: i bronzi del Ponte di Valentiniano. “Ci invita a riscoprire, spiega Federica Rinaldi, direttrice del Museo Nazionale Romano e curatrice della mostra insieme ad Agnese Pergola, una pagina affascinante della Roma tardo antica e a riflettere sul rapporto profondo tra la città e il suo fiume”. Il progetto espositivo nasce dal ritrovamento di un gruppo straordinario di bronzi che decorava il ponte detto di Valentiniano. Il ponte deve il nome all’imperatore Valentiniano I che lo fece ricostruire tra il 365 e il 367 d.C., durante il governo congiunto con il fratello Valente. L’intervento – affidata a Lucio Aurelio Aviano Simmaco, prefetto dell’Urbe – collegava il Circus Flaminius al Trastevere e si impostava probabilmente sulla struttura di un ponte più antico da identificarsi nel Pons Agrippae, Pons Aurelius o nel Pons Antoninus. La struttura, lunga circa 120 metri e articolata in quattro arcate, era arricchita da una balaustra marmorea scandita da pilastrini e da una grande iscrizione in travertino affacciata sul fiume, ben visibile ai naviganti. Gli scavi ottocenteschi portarono alla luce due arcate crollate, frammenti della decorazione marmorea e parte dell’arco onorario che introduceva al ponte dal lato del Campo Marzio. Distrutto da una piena nel 729 d.C. e ricordato dalle fonti come Pons Ruptus, il ponte venne sostituito secoli dopo dall’attuale Ponte Sisto edificato per il Giubileo del 1475 e, probabilmente, impostato sulle stesse fondazioni.

Le sculture esposte, una testa maschile diademata, una statua di togato in bronzo dorato, un’ala destra di Vittoria, facevano parte della ricca decorazione bronzea del ponte. Si tratta di opere non omogenee per stile ed epoca, indizio di un uso sapiente del reimpiego per finalità celebrative e propagandistiche nel segno della continuità imperiale. Rinvenuta in frammenti, la testa conserva la parte superiore del volto, compresi gli occhi, il naso e parte della calotta cranica sormontata da un diadema a fasce ornato da pietre incastonate tra due fili di perle. E’ probabile che la stesa testa appartenesse alla statua togata in bronzo dorato rinvenuta nello stesso contesto. Il terzo reperto, l’ala destra, raffigurata in posizione di riposo e di raffinatissima lavorazione, apparteneva verosimilmente a una statua di Vittoria alata, figura simbolica della vittoria imperiale e della legittimazione del potere. L’allestimento è arricchito da un video che, con la voce narrante di Silvia Orlandi, docente di epigrafia latina alla Sapienza Università di Roma, illustra la grande iscrizione dedicatoria marmorea di Valentiniano e del fratello Valente, e l’iscrizione monumentale scolpita su travertino che ornava l’esterno del ponte, concepita appositamente per essere letta dai naviganti del Tevere. L’iscrizione si conserva nel Chiostro di Michelangelo alle Terme di Diocleziano. Infine, tra le tante iniziative del Museo Nazionale Romano, da non perdere lunedì 26 gennaio alle ore 16,30 alle Terme di Diocleziano, in occasione delle celebrazioni per la ricorrenza del Giorno della Memoria, un pomeriggio di studi dal titolo Le Leggi Razziali e gli effetti sulla cultura italiana: Alda Levi alle Terme di Diocleziano.