Bianche emozioni. Storie di sport e montagne in due mostre a Treviso e a Teglio (SO)

Bianche emozioni. Storie di sport e montagne in due mostre a Treviso e a Teglio (SO)

di Giuseppe MASSIMINI

A 70 anni dai Giochi Invernali di Cortina 1956 e a 20 anni da Torino 2006 due suggestive mostre, inserite nel Programma delle Olimpiadi Culturali in occasione di Milano Cortina 2026 e articolate in due sedi espositive, il Museo Nazionale Collezione Salce a Treviso, e il Museo Nazionale di Palazzo Besta a Teglio in Valtellina, raccontano l’evoluzione degli sport invernali dalle prime pioneristiche esperienze all’affermarsi del turismo invernale (progetto nato da un’intuizione di Sergio Campagnolo e promosso dal Ministero della Cultura tramite le Istituzioni regionali del Veneto e della Lombardia). Ciascuna delle due sedi espositive affronta, in modo originale, il racconto di quella che è stata una straordinaria evoluzione del costume, oltre che dell’economia. La prima, Un Magico Inverno. Bianche emozioni dalla Collezione Salce, curata da Elisabetta Pasqualin e allestita in entrambe le sedi del Museo trevigiano, a Santa Margherita e a San Gaetano (fino al 29 marzo) documentata quella che è stata una vera rivoluzione sociale, dalla temuta stagione invernale che per molti, soprattutto in alta montagna, significava povertà, difficoltà, isolamento, all’arrivo delle stazioni sciistiche, gli sport invernali, la nascita dei mercatini di Natale e i momenti di festa in alta quota. Sono gli anni in cui lo sci diventa una pratica sempre più diffusa e “i cartelloni pubblicitari, spiega la curatrice, hanno lo scopo di realizzare il fine della nuova industria turistica”.

Da sinistra manifesti pubblicitari di Franz Lenhart, di Gino Boccasile e ancora di Franz Lenhart

Nella sede di Santa Margherita accompagnano i visitatori un’ampia scelta di manifesti storici, preziosa testimonianza della storia sportiva ed economica degli sport invernali. Appartengono tutti alla Collezione Salce: alcuni noti altri mai fino ad oggi proposti al pubblico in anteprima assoluta. Al centro dell’abside un omaggio a Cortina 1956 con l’esposizione della torcia Olimpica e altre immagini che ricordano l’evento. Nella sede di San Gaetano una sezione è dedicata ai “Film di Natale” i cui manifesti sono spesso firmati da uno dei più grandi cartellonista italiano, Renato Casaro. In primo piano, oltre ai manifesti, documenti, video, cimeli, scarponi e attrezzi sportivi, provenienti dal Museo dello scarpone e della calzatura sportiva del Sportsystem di Montebelluna, indossati dai grandi campioni, come il “Lange” firmato da Alberto Tomba. A coronare il racconto la mostra VETTE. Storie di sport e montagne, Palazzo Besta, Teglio (SO), a cura di Rosario Maria Anzalone e Silvia Anna Biagi (fino al 30 agosto). Il percorso espositivo, articolato tra spazi interni ed esterni, si sofferma su tre nuclei tematici: la storia delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi e degli sport invernali; l’evoluzione del turismo sportivo e il suo impatto sul paesaggio alpino e sull’immaginario collettivo e il ruolo delle donne olimpiche e paralimpiche, con storie di campionesse e sfide femminili nel mondo dello sport. Il percorso si chiude nel giardino del palazzo con un’installazione site-specific, a cura di Michele Tavola, di artisti valtellinesi Luca Conca e Vincenzo Martegani sul rapporto tra natura, uomo e grandi trasformazioni.

Redazione

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