Hokusai. Il grande maestro dell’arte giapponese in mostra a Palazzo Bonaparte a Roma

Hokusai. Il grande maestro dell’arte giapponese in mostra a Palazzo Bonaparte a Roma

di Giuseppe MASSIMINI

Un racconto corale che unisce estetica, artigianato e spiritualità buddista. Tra i tanti appuntamenti in corso, di questa primavera romana, da non perdere, a Palazzo Bonaparte, la mostra Hokusai. Il grande maestro dell’arte giapponese (fino al 29 giugno). L’esposizione, curata da Beata Romanowicz e promossa da Arthemisia, in occasione dei 160 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, presenta oltre 200 opere esposte per la prima volta in Italia e nella prima monografica su Hokusai al di fuori dalla Polonia. Sono tutti lavori donati all’inizio del Novecento da Feliks Jasienski, al Museo Nazionale di Cracovia. Si ripercorre l’intero arco creativo dell’artista, dalle prime opere legate alla tradizione a quelle più rivoluzionarie destinate a travolgere il corso dell’arte moderna influenzando tutta l’arte occidentale a partire da Monet, Van Gogh e il movimento impressionista. Pittore e incisore meticoloso Kastushika Hokusai (1760–1849), è vissuto fino a 90 anni. La sua notorietà è legata soprattutto alle celebri stampe Ukiyo-e, la stampa artistica giapponese su blocchi di legno (xilografia) nata tra il XVII e il XIX secolo durante il periodo Edo, un ‘epoca straordinaria in cui fiorisce la cultura del “Mondo fluttuante”, fondata sul piacere dell’attimo e destinata a trasformare profondamente l’immagine giapponese e in seguito quella occidentale. La mostra, articolata nei due piani di Palazzo Bonaparte prende avvio proprio dal periodo Edo e dai vari nomi d’arte usati da Hokusai negli anni che ci rimandano a precisi periodi della sua attività.

Da sinistra La grande onda di Kanagawa e Le cascate di Amida nelle aree più remote della strada Kisokaidō di Hokusai

Si prosegue con le opere dedicate alle Cinquantatré stazioni del Tōkaidō,una via di transito che collegava Edo (l’odierna Tokio) a Kyoto, dove si incontravano mercanti e funzionari, pellegrini e viandanti. Lo sguardo poi si posa sulle Trentasei Vedute del Monte Fuji, raffigurate in ore e stagioni diverse, nei suoi “umori” più vari. Al centro del percorso domina La Grande Onda di Kanagawa, tra le immagini più celebri dell’Ukiyo-e, realizzata da Hokusai nel pieno della sua maturità. Di piccole dimensioni (25×37 centimetri) si presenta come un capolavoro tra i capolavori. Da tempo ha oltrepassato i confini della propria cultura fino a imporsi come icona globale. L’acqua scorre impetuosa anche nella serie Un viaggio tra le cascate di varie province. Composta da otto stampe, l’artista osserva e sintetizza forme diversissime, dai getti che si frantumano in nebbia alle cascate che si aprono a ventagli. E ancora le raffinate xilografie Surimono per committenze private in occasione di ricorrenze e scambi augurali e i “manga”, “disegni che fluiscono liberamente dal pennello”. Accanto alle opere di Hokusai, l’esposizione raccoglie anche un insieme di oltre 180 pezzi tra libri rari, laccature, smalti cloisonné, accessori da viaggio, armature, elmi, spade e costumi (kimono, giacche haori e fasce obi) per un dialogo continuo tra arte, vita quotidiana e spiritualità della cultura giapponese. Ad arricchire il percorso le foto di Felice Beato tra i primi a documentare il Giappone dell’Ottocento appena aperto all’Occidente. Utile il percorso didattico che accompagna il visitatore nel pensiero e nell’affascinante mondo della produzione tecnico-artistica delle opere di Hokusai.

Redazione

Il sito del settimanale 'Nuovo Corriere Laziale' testata che segue lo sport giovanile e dilettantistico della regione Lazio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *