Gian Antonio Cibotto. Un ampio ritratto dello scrittore a Palazzo Roncale a Rovigo

Gian Antonio Cibotto. Un ampio ritratto dello scrittore a Palazzo Roncale a Rovigo

Di Giuseppe MASSIMINI

A cento anni dalla nascita, Rovigo celebra Antonio Cibotto (1925-2017), uno dei personaggi più poliedrici e originali del Novecento. L’esposizione, Gian Antonio Cibotto (1925-2017). Il gusto del racconto, ospitata fino al 29 giugno a Palazzo Roncale, è il frutto di un lungo lavoro di ricerca nonostante le infinite occasioni ufficiali di cui Cibotto fù protagonista o ospite. La mostra, nata da un’idea di Sergio Campagnolo e curata dal giornalista Francesco Jori che con Cibotto ha avuto una intensa frequentazione, è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo che da tempo sostiene la rinascita e la valorizzazione della cultura rodigiana. Un documentato percorso espositivo ricostruisce l’intera vicenda umana e professionale di Cibotto mettendo in risalto il suo cammino di giornalista, scrittore, critico teatrale, animatore di premi e di reti culturali. Riunisce materiali inediti, carteggi, dattiloscritti, edizioni d’epoca, contributi audiovisivi e installazioni multimediali che ci consentano di avvicinarsi alla sua opera e alla sua figura. A partire dagli anni della formazione agli esordi nel mondo del giornalismo fino ai romanzi che lo hanno reso famoso. Giovanissimo fu impegnato come volontario nei soccorsi alle popolazioni colpite dalla devastante alluvione del Po nel 1951.

Gian Antonio Cibotto nello studio

Da questa esperienza nasce il suo primo capolavoro, Cronache dell’alluvione che lo porteranno all’attenzione come un autore di “razza”. A questa prima esperienza segue una lunga sequenza di capolavori come Scano boa, La coda del parroco, La vaca mora, Stramalora, Il principe stanco, solo per citarne alcuni. Una sezione della mostra è dedicata agli articoli pubblicati nella terza pagina del Gazzettino, raccolti poi nel Diario veneto.Testimoniano l’attenzione di Cibotto per l’ambiente, la storia locale e il tessuto umano del Veneto. Un’altra sezione ricostruisce l’universo privato dello scrittore. Al centro della sala la sua macchina da scrivere; accanto una selezione di manoscritti e appunti mostrano il processo creativo di Cibotto fatto di correzioni e ripensamenti. Un’altra ancora è dedicata al rapporto tra Cibotto e il cinema, uno degli aspetti meno conosciuti ma più affascinanti della sua produzione. Ci si sofferma, poi, sugli anni passati a Roma alla “Fiera letteraria”, diretta da Vincenzo Cardarelli. In questa lunga stagione incontra e intervista grandi firme del mondo del cinema, del teatro e della letteratura che lasceranno in lui un segno profondo. Lungo l’elenco delle frequentazioni: Luchino Visconti, Federico Fellini, Marcello Mastroianni, Mario Soldati, Roberto Rossellini… a cui si accompagneranno per l’itera esistenza Giuseppe Ungaretti, Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini. Rientrato in Veneto vive una seconda esistenza dividendosi tra collaborazioni giornalistiche, la passione per il teatro e la promozione di eventi di rilievo nazionali come il Premio Campiello e il Premio Estense. Il tutto sullo sfondo della sua Rovigo e della sua casa in cui custodiva la mitica biblioteca di ben 37mila volumi. Una scelta di questi libri è oggi in mostra. Alcuni conservano dediche autografe di firme prestigiose. Segno di rapporti personali con altri intellettuali del suo tempo.

Redazione

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